Viaggio nel Karnataka

FEBBRAIO 2011: atterriamo a Goa, con un volo proveniente da Doha, capitale del Qatar. Ottimizziamo il nostro tempo e prima di partire in taxi alla volta del Karnataka, facciamo incetta di argenti, stoffe e spezie al Flea Market, famosissimo mercato delle pulci che si svolge ogni mercoledì ad Anjuna.

Decidiamo di trascorrere la prima notte a Gokarna, non tanto per vedere i templi indù che non sono niente di speciale, ma solo per avventurarci alla ricerca di OM BEACH, chiamata così perché a forma di OM. Per chi non lo sapesse, OM è un mistico suono sacro di origine Hindù, comunemente rappresentato come un 3. Ed è a forma di un 3 rovesciato questa OM BEACH, a cui si accede tramite un sentiero scosceso, faticosamente trovato. Un solo ristorante con annessa qualche camera, pochi turisti, una bancarella che vende variopinti parei : questo splendido posto non offre mondanità né calca, ma solo il rumore delle onde che si infrangono sulle rocce che separano le due insenature.

Partiti l’indomani per Hampi, vi arriviamo la sera tardi, non consapevoli che qui in Karnataka più che altrove, le strade sono strette, dissestate e trafficate. Più ci avviciniamo alla meta, più ci sembra di essere tornati indietro nel tempo, un po’ come nel Rajastan.

Hampi sorge lungo le sponde del TUNGABHADRA RIVER. Il luogo di maggiore attrazione è il VIRUPAKSHA TEMPLE, ma non meno spettacolari sono le statue giganti di Ganesh e le rovine di VIJAYANAGAR. Siamo quasi obbligati a seguire parecchi turisti ( tutti indiani ) alla sommità di un belvedere, da dove avremmo dovuto ammirare un tramonto eccezionale. Niente di tutto questo !

La seconda meta è Badami, famosa per i templi rupestri costruiti nelle rocce. Questi templi testimoniano tutte le religioni sviluppatesi in India: due di questi templi , infatti , sono dedicati a Vishnù, uno a Shiva, uno è giainista ed uno buddhista. Le grotte si affacciano su un bacino, alla cui sommità nord sorgono i templi di BHUTANATHA.

Basta solo un giorno per concludere il giro in questo tranquillo paese rurale e pertanto decidiamo di spingerci fino a Bijapur. Per nulla attraente, è disseminata da segni dell’architettura musulmana: sorgono infatti moschee, fortificazioni e mausolei. Il più famoso forse per la sua cupola seconda al mondo per dimensioni è il GOLGUMBAZ, ma senz’altro il più bello è il mausoleo di IBRAHIM ROZA.

Tra un mausoleo e l’altro ci concediamo un MASALA CHAI, tè alle spezie tipico dell’India, variabile di gusto a seconda della quantità e della miscela delle spezie.

Orbene ricorderò BiJapur per aver gustato il miglior MASALA CHAI in senso assoluto, serviti in bicchieri di latta in un posto, di cui non so assolutamente il nome, ma che ricordo non brillava in fatto di pulizia. Se decidete di andare in India e di frequentare i veri locali indiani, non dovete assolutamente pensare a come vengono lavati i piatti o come vengono lavate le verdure.

Altrimenti fate un viaggio a 5 stelle !

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