La strada di casa


È la storia di tre sorelle che reagiscono in maniera diversa agli abusi del padre padrone , figura che purtroppo ancora sopravvive in India. Marin crede di avere superato il trauma diventando la donna perfetta . Thrisha conduce una vita apparentemente serena con il marito, ma non rallegrata dalla nascita di un figlio. L’ ultima sorella , Sonya , ha vissuto la sua vita libera lontano dalla famiglia , facendo quello che più la appassionava , la fotografa. Ma ecco che le tre sorelle , richiamate dalla madre, si ritrovano al capezzale del padre morente. Vengono a galla non solo i soprusi subiti , ma anche una verità sconvolgente, una specie di regalo che la madre fa alle amate figlie.

Sapore amaro

Anita Nair non delude mai. La sua scrittura gentile, pacata ma piena di emozioni ci regala questo romanzo struggente . Il suicidio inaspettato di una giovane scrittrice è lo spunto per narrare la storia di donne la cui vita si intreccia casualmente in un resort del Kerala. E a raccontare queste storie in prima persona è lei, SrilaKshmi , la suicida , la cui anima rimane intrappolata in un armadio……

Cercasi amore a tempo pieno.


Credo che tutti sappiano che nella cultura indiana non esiste un matrimonio d’amore , semmai l’amore può sopraggiungere con il tempo o può trasformarsi semplicemente in rispetto . Ma non è questo quello che vuole Laila. Lei crede ancora nella scintilla, nelle farfalle nello stomaco, nell’amore che nasce prima del matrimonio. Per cui alle insistenze dei genitori di combinare un incontro con qualcuno scelto da loro , risponde con una richiesta insolita: un periodo di tempo di tre mesi , in cui sarà lei a trovarsi il marito ,frutto del vero amore. Ma non è così che funziona. Puoi trovare l’anima gemella come puoi non trovarla . Ed alla fine Laila sarà costretta a decidere tra la sua vita e quella voluta dai suoi genitori…..

La cacciatrice di storie perdute

Romanzo emozionante a tal punto che non si può fare a meno di leggerlo tutto d’ un fiato e che magari vi può far scappare qualche lacrimuccia. Jaja giornalista americana dopo tre aborti ed con un matrimonio vacillante , decide di andare in India richiamata da una lettera del nonno morente indirizzata a sua madre , di origine indiana. Arrivata in questo paese magico, viene travolta dai profumi, dagli odori , dai colori e stravolta dalla storia di sua nonna Amisha e del suo amore clandestino, sconfinato , unico per un luogotenente inglese, a cui rinuncia con dolore per il bene dei figli .
È proprio in India che Jaja ritrova se stessa , quasi una liberazione interiore , paragonabile a quella della nonna che attraverso la scrittura e le sue storie manifestava il desiderio di staccarsi da usi e costumi e di essere libera.

Un male necessario



Secondo libro che vede protagonisti il Capitano Sam Wyndham e il sergente Surrender-not. Dopo l ‘ assasinio del figlio del maharaja di Sambalpore avvenuto a Calcutta, capitano e sergente si recano in questo piccolo regno dell ‘ Orissa per scoprire chi veramente avesse ordinato l ‘uccisione di colui che alla morte del vecchio e malato maharaja sarebbe salito sul trono. Intrighi e segreti di corte confondono Sam , che alla fine riesce a capire la verità. Ma deve accontentarsi solo di quella….. Abir Mukherjee sicuramente può essere considerato il principe dei romanzi giallo- storici. Pertanto se siete amanti della storia dell ‘ India , non esitate a leggerlo . Seguirà il terzo capitolo nel 2020 , sempre ambientato intorno al 1920, quando ancora gli Inglesi la facevano da padroni.

La pietra lunare di Satapur

Secondo libro incentrato sulla figura della avvocatessa – detective Perveen Mistry. Ambientato in un luogo di fantasia dell’ India ancora sotto il regime inglese, il libro risulta un po’ prolisso , a volte noioso , non all’altezza degli altri due scritti dalla stessa autrice. Questo ovviamente è il mio parere…….

L’ incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea

Aja Patel , fachiro indiano , decide di acquistare un nuovo letto di chiodi , venduto esclusivamente nei punti vendita Ikea di Parigi. Giunto sul posto , perde tempo a curiosare e si vede costretto a nascondersi in un armadio , che il giorno dopo viene spedito in Inghilterra. Numerose peripezie porteranno il nostro fachiro in Europa e in Nord Africa . È una storia divertente, più che una storia la chiamerei una favola , bella ma soprattutto ricca di morale e di insegnamenti .

Lion la strada verso casa

Dopo aver visto il film, ho letto anche il libro , che narra la storia vera e straordinaria di Saroo Brierley. Il libro si intitola Lion, perché Saroo, una volta ritrovata la sua famiglia grazie alle moderne tecnologie, scopre che il suo nome vero è Sheru, cioè Leone e che Saroo è stato frutto solo di una sua pronuncia sbagliata, così come il nome della sua città e del suo quartiere, cosa che non gli ha permesso una ricerca immediata di sua madre e dei suoi fratelli. Il libro, così come il film, è commovente; lo si legge tutto in un fiato ma sempre con una punta di “ magone “. Calcutta è descritta alla perfezione. Sembra di essere catapultati su quel ponte, non bello per la verità, imponente costruzione voluta dagli Inglesi, brulicante di gente, di mendicanti, di venditori ambulanti, di mucche, di cani, ognuno con  l’unico desiderio di sopravvivere. Da leggere.

L’ uomo dì Calcutta

Romanzo di esordio per questo giovane scrittore indiano, Abir Mukherjee , che imbastisce ed intreccia una storia gialla con la vera storia politica dell’ India. Le indagini per l’assassinio di un alto funzionario britannico , ritrovato in un vicolo della vecchia Calcutta vicino ad un bordello, vengono affidate a Sam Whyndam, purosangue inglese che si trasferisce in India per ‘ ricominciare ‘. Tutto farebbe pensare ad un omicidio a sfondo politico e a parecchie persone farebbe molto comodo che lo fosse. Ma il capitano Sam è una persona corretta, un uomo perbene , vuole arrestare il vero colpevole e scagionare un attivista dell’ indipendenza dell ‘ India, accusato ingiustamente di questo delitto. Ma anche il Capitano alla fine deve piegarsi al compromesso….. Fa da sfondo a questo mix di storia reale e romanzata una Calcutta afosa , costruita in posizione strategica , ricca di palazzi che ostentano la grandezza inglese, ma che venera una dea ‘ cattiva ‘ , la dea Kali , quasi fosse un segno di ribellione ed una voglia di indipendenza.

Le vedove di Malabar Hill

Questa prima inchiesta firmata Perveen Mistry ( spero ne seguano altre ) è ambientata nel prestigioso quartiere di Mumbai, chiamato Malabar Hill. Come dice il nome, si tratta di una zona situata In alto ( Hill letteralmente vuol dire collina), una delle più ricche, eleganti ed esclusive della città. Il panorama impareggiabile di Marina drive e Chowpatty beach caotiche e rumorose è in contrasto con la presenza delle Torri del silenzio, dove i cadaveri dei Parsi, che a Malabar Hill risiedono numerosi in ville lussuose, vengono esposti e lasciati agli avvoltoi. Siamo negli anni 20 e Perveen Mistry è la prima avvocatessa di Mumbai, ma essendo donna , non può comparire in tribunale, ma può svolgere solo funzioni di procuratore legale nello studio del padre. L’essere donna , però ,le permette di parlare ed incontrare le tre vedove musulmane di Ms Omar Farid , eredi con le figlie dell ‘ingente patrimonio del defunto. Qualcosa però insospettisce Perveen e l’ omicidio che ne segue le da’ la certezza che alla base ci sia qualcosa di poco pulito. L’arguzia, la tenacia , l’intelligenza di Perveen daranno i loro frutti. Parallelamente a questa storia a tinte gialle, c’è la storia personale di Perveen, la storia di una donna che ha infranto le regole del matrimonio combinato ed ha scelto l’amore Ma questo amore ha dei risvolti amari, che metteranno alla prova tutta la famiglia Mistry, radicata alla religione Parsi. Non dico più niente. Conviene leggere questo libro, che ha risvegliato in me il desiderio di ritornare a Mumbai!!! giolovesindia