Gio Loves India

Chana palak

 E’ un piatto vegetariano del nord dell ‘ India , essendo costituito da ceci , chana , e spinaci , palak . Ovviamente il tutto è insaporito dalle immancabili spezie . In una padella con l ‘ olio fate soffriggere la cipolla e l ‘ aglio , il peperoncino, i semi di coriandolo , lo zenzero , il cumino , il garam masala e la curcuma . Quando si sprigiona il profumo di questo mix aromatico, che può variare a seconda anche di quello che avete in casa , aggiungete in sequenza la passata di pomodoro, gli spinaci freschi ed infine i ceci in scatola, più comodi , o quelli cotti precedentemente. Volendo si può unire dopo una ventina di minuti il latte di cocco , che renderà la pietanza più cremosa e più dolciastra . Non deve mancare alla fine il coriandolo fresco che darà colore .

Paneer makhani

Il paneer è il formaggio indiano simile al nostro primo sale , molto versatile , che diventa molto saporito se utilizzato in questa ricetta . Se volete preparare il paneer a casa , potete farlo benissimo , consultando il mio blog nella sezione ricette . Per prima cosa fate sfrigolare olio e burro , aggiungete i pomodori e la passata , l ‘ aglio , i baccelli di cardamomo , la stecca di cannella . Una volta freddi , frullate gli anacardi e i pomodori fino ad ottenere una pasta , ricordando di eliminare la cannella e i baccelli . Rimettete la padella sul fuoco con un cucchiaino di burro , aggiungete lo zenzero ed il peperoncino , poi la pasta di pomodoro e anacardi , il paneer , un po’ di acqua e il garam masala . Il tocco finale , foglioline di coriandolo per decorare .

Dahi dhokla chaat

 E’ un piatto tipico dello Stato del Gujarat ed è possibile reperirlo anche girovagando per le strade e gustarlo come colazione o spuntino confezionato come fosse un panino . Per prima cosa bisogna preparare il dhokla , che è una specie di pastella fermentata derivata dal riso e da un fagiolo tipico indiano. Una volta cotta , si unisce il dahi , che sarebbe lo yogurt , il chutney piccante verde , il chutney di tamarindo dolce e si guarnisce con chicchi di melograno , spezie tipo cumino o masala , in modo da creare un mix dolce – piccante .

Dining with the Kapoors

Ho visto stasera questo film documentario sulla famiglia Kapoor , riuniti attorno ad un tavolo per commemorare ed onorare il grandissimo produttore ed attore Raj , leggenda del cinema hindi e capostipite di questa numerosa famiglia , la maggior parte dei quali sono attori rinomati . Si sa , in India la famiglia è tutto , e’ tradizione , e’ amore , e’ unione sino alla morte , e’ un legame indissolubile…….Questo straordinario attore , nel centesimo della nascita , riunisce tutta la famiglia , nel ricordo e nella nostalgia , ma anche nel cibo , preparato da uno dei discendenti che non ha seguito le orme dei bisnonni , dei nonni e dei genitori e che ha deciso di seguire il suo istinto , riprendendo le ricette di nonna e bisnonna. Il risultato è straordinario, le ricette di famiglia , ritrovate in un quaderno , rivivono in questa cena nostalgica e toccante , emozionante e ti trasmette il vero significato del termine famiglia . Ne sono rimasta colpita …… Non so se si tratti di un isolato documentario sulla famiglia Kapoor . Ci sarà un seguito? Se vi è piaciuto , ogni tanto controllate su Netflix……

Overland India episodio 8

Episodio 8: Il Sacro Gange . La carovana di Overland lascia la zona Himalayana per dirigersi verso Agra nell ‘Uttar Pradesh . Visitare uno dei monumenti più fotografati dell ‘ India è il primo obiettivo . Questa costruzione Moghul , il Taj Mahal , in origine di un bianco abbagliante , ha alle spalle una storia molto triste , frutto di un amore struggente . Bisogna entrare e non pensare al perché e’ stato costruito per godere appieno la visita di questo edificio , entrato a far parte di una delle sette meraviglie del mondo . Da Agra a Kajuraho , che conserva quasi intatti i suoi templi , e da Kajuraho a Varanasi. Questa è l ‘ ultima tappa di questo straordinario viaggio , che si è prefissato di mostrare agli italiani la vita reale , la quotidianità del popolo indiano , inoltrandosi al di fuori dei circuiti turistici . Varanasi sorge lungo le rive del fiume Gange , il fiume sacro , detto madre Ganga , che tutti gli induisti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita . Si dice anche che gli indù vadano a Varanasi a morire … non lo so . I ghat ed i templi lungo il fiume sono uno spettacolo unico , ma se si vuole godere appieno la realtà di questa città, bisogna alzarsi molto presto ed arrivare ai ghat prima del sorgere del sole o dopo il tramonto, quando milioni di fiammelle solcano le acque sacre . Sicuramente quello che più ha scosso la troupe , ma ha scosso anche me , e’ stato l ‘ allestimento delle pire funerarie . Chi non può permettersi di acquistare la legna per la pira , viene lasciato su una barella in balia delle correnti del Gange .La purificazione avviene comunque perché questo è lo scopo . Varanasi o Benares è anche il posto dove vengono prodotti i tessuti per i più pregiati sari di tutta l ‘ India . Il contrasto è quanto mai evidente : la morte e la vita , la più triste e la più scintillante. Ma l ‘ India è la terra dei contrasti , cosa che la rende unica . La troupe si dirige verso Calcutta o Kolcata , dove i mezzi verranno imbarcati per lasciare questo paese multietnico , multilingue, multi religioso , ma soprattutto multicolore . Ho foto solo di Calcutta , che ho visitato nel 2005 , ma del mio primo viaggio che ha toccato il Rajasthan , Agra , Kajuraho e Varanasi ho degli aneddoti che ricordo ancora dopo 25 anni . Bene , in uno dei trasferimenti in aereo con scalo intermedio , un addetto alla sicurezza e’ salito a bordo per contare i bagagli a mano di quelli che proseguivano il viaggio verso la meta successiva . Ebbene non gli tornavano i conti . C era un bagaglio in più ….di chi poteva essere se non di uno di noi ? Era un sitar …Ma fin qui niente di strano . Peccato che uno della nostra comitiva di 6 persone , ha cominciato a gridare < This is mine , this is mine > , rischiando l ‘ arresto. Che dire !!!Situazione surreale…. In India bisogna mettere in conto sempre l ‘ imprevisto e prendere tutto con filosofia. Ricordo un aeroporto piccolo , molto piccolo con l ‘ orario dei voli scritti su una lavagna con il gessetto . Ad un certo punto scompare l ‘ orario del nostro volo e sostituito da Cancelled . Ciò significava che perdevamo tutte le coincidenze, pure quella per l ‘ Italia .Ma non bisogna mai “ impanicarsi “. Gli indiani o prima o dopo trovano la soluzione , che sicuramente non è quella che ti aspetti. Ad un certo punta si materializza un pulmino con autista che guiderà per tutta la notte senza mai fermarsi, non concedendoci neanche una sosta ….Beh , non abbiamo perso nessuna coincidenza.

Overland India episodio 7

Episodio 7: Kashmir , terra di confine e conflitto . Da Srinagar , la carovana prosegue verso nord , al confine con il Pakistan , incappando in un inconveniente a dimostrazione che si trovano in un posto molto caldo , non per la temperatura, ma per i conflitti tra India e Pakistan . Andando sempre più a nord , la troupe raggiunge il Ladakh , attraversando paesaggi lunari , percorrendo strade a strapiombo che regalano paesaggi unici . Leh si mostra in tutta la sua bellezza , con i suoi monasteri buddisti , le preghiere scritte su stoffa che sventolano , offrendo un altro aspetto di questa India unica e straordinaria. Non posso dare il mio contributo perché non ho avuto la possibilità di arrivare fino alle pendici dell ‘ Himalaya , forse perché non amo la montagna…..

Overland India episodio 6

Episodio 6 : Delhi . L ‘ India in una città . Delhi come neanche io la avevo mai vista . E non avrei potuta vederla perché le guide turistiche ti conducono a visitare il solito Red Fort , i bazar e i vari negozietti che vendono souvenir. Overland ci mostra una altra realtà, fatta di sofferenza e di rinascita. Attorno alla stazione, la troupe si imbatte in bambini che soffiano dentro buste di cellophane. Ma cosa fanno ? Le bolle di sapone ? Lontanissimi dalla realtà. Questi bambini si sballano con la colla !!! Sembra tutto surreale . Camminano come degli zombie, barcollano e non si saprebbe che fine potrebbero fare se non quella più brutta e crudele . Ma per fortuna esistono gli angeli . Questi angeli hanno creato una associazione che cerca di reclutare questi bimbi sbandati per ricondurli sulla retta via e dar loro anche una istruzione. Overland , fuori dagli schemi , partecipa ad una festa Sikh talmente coinvolgente da voler conoscere da vicino il Sikkismo e deviare la spedizione verso la culla di questa religione , il Punjab . E dove andare per prima tappa ? Ovviamente ad Amritsar , dove sorge il tempio d ‘ oro . Ma è d ‘ oro veramente. Ci sono stata e sicuramente è il secondo posto dopo il tempio di Madurai che mi ha fatto rimanere senza fiato . Tappa d ‘ obbligo e’ il border India – Pakistan, dove tutti i giorni intorno alle ore 17 , comunque prima del tramonto, vengono aperti i cancelli che separano i due stati , con i militari che alla fine della cerimonia si stringono la mano . Dalla parte indiana di tratta più di una festa che del vero significato di tensioni tra i due Stati . Dopo un viaggio molto difficile durato due giorni invece che mezza giornata , la troupe arriva a Srinagar . La vita si svolge intorno al suo lago , dove sorgono barche trasformate in abitazioni che potrebbero ricordare i Kettuvallam del Kerala . Bellissimi gli orti galleggianti e il mercato sull ‘ acqua , dove i prodotti degli orti vengono venduti . Questa puntata veramente affascinante si conclude con la partenza verso il Ladakh .

Overland India episodio 5

Episodio 5: Rajasthan . Colori e riti in Rajasthan La troupe di Overland raggiunge Jodphur , conosciuta anche come la città blu per la colorazione blu delle case . Perché il colore blu? Qualcuno sostiene perché questo colore tiene lontano le zanzare , qualcun altro perché voluto dal maraja . Certo è che guardando dal meraviglioso Fort di Mehrangarth costruito sopra la città , si gode uno spettacolo unico . Non può certo mancare la visita al bazar e ad un bacino idrico a gradini , spettacolare, utilizzato per raccogliere l ‘ acqua piovana ma anche come piscina naturale. Umaid Bhavan è il palazzo reale , una parte del quale è stato trasformato in hotel di lusso . Ho avuto la fortuna non solo di poterlo visitare ma anche di alloggiarvi . Ricordo che per raggiungere la mia camera ho dovuto camminare senza esagerare per almeno dieci minuti , con gli uccelli che svolazzavano all ‘ interno tanto le cupole erano alte …. Dalla città blu , la troupe si sposta nella città rosa , Jaipur , rosa per la colorazione rosa delle case . Il palazzo dei venti , Hawa Mahal , è il più iconico e il più fotografato . Non dico niente di nuovo se ricordo che è stato costruito per permettere alle donne di guardare fuori senza essere viste . E ‘ veramente bello , forse più del forte di Amber o del City Palace . Comunque sono costruzioni antichissime , ricche di mosaici , di decorazioni di ispirazione Moghul e rajastana e non si può non visitarle , magari in groppa ad elefante . I colori del bazar di Jaipur sono unici , mescolati sapientemente tra di loro a creare sari unici e gioielli meravigliosi . Il viaggio prosegue verso Delhi , con mio rammarico perché speravo di poter rivedere una città per me unica , Udaipur … Purtroppo non posso allegare le mie foto . Le ho ancora , ma sono cartacee ed hanno perduto con il tempo i colori che sono una delle caratteristiche di questo paese unico .

Overland India episodio 4

Episodio 4 : Bombay e il deserto del Rajasthan. La carovana di Overland prosegue la visita della città di Bombay , inglesismo che significa buona baia , nome trasformato successivamente in Mumbai , a sottolinearne l ‘ indianita’ . Caotica come nessuna altra città, dove convivono civilmente persone di religioni diverse , ti affascina comunque nonostante i clacson incessanti , il traffico, il rumore . D ‘ obbligo visitare la moschea Haji Ali , situata su una isoletta della baia di Mumbai e raggiungibile solo in occasione della bassa marea . A poca distanza sorge il tempio dedicato alla dea Lakshmi , a conferma della multi religiosità di questa straordinaria città . Il tour prosegue mostrando immagini della magnifica Victoria Station , patrimonio dell ‘ Unesco , e dell ‘ imponente Taj Mahal , hotel teatro di un attentato nel 2008 . Lasciata Mumbai , la carovana prosegue verso il deserto del Thar , che offre dune di sabbia e panorami mozzafiato. Trascorsa la notte sotto le stelle , Overland si trasferisce a Jaisalmer con le sue haveli che sembrano merletti e il suo maestoso forte che cambia colore dal marrone all ‘ oro a seconda della luce . Che dire . Una meraviglia . Ricordo con nostalgia la cena in un ristorante panoramico che feci nel lontano 2000 , in occasione del mio primo viaggio in India . Ne seguiranno altri 24 o 25 ma il primo è sempre quello che non si può dimenticare.

Overland India episodio 3

Episodio 3 : L ‘ India tra ricchezza e povertà. Lasciato il Tamil Nadu e la magnifica Madurai , la troupe si dirige verso il Karnataka e la città di Mysore . La visita inizia con il mercato di Devaraja , dove si respira un intenso profumo di fiori che le donne intrecciano per formare corone da offrire agli dei ma anche per adornare i capelli. Da non perdere una intera strada del market dove si effettua un ‘ asta di banane !!!! Bene , io me la sono persa forse perché la nostra guida ci teneva di più a farci visitare Amba Vilas Palace o palazzo di Mysore sia al mattino ma soprattutto la sera , quando viene illuminato regalando ai turisti uno spettacolo unico . A parte il mercato ed il palazzo , Mysore non offre secondo me niente di più. Lasciato il Karnataka , la carovana si dirige verso il più piccolo Stato dell ‘ India , Goa. Con i suoi 100 km di spiagge , Goa offre non solo sole e mare ma udite udite anche immersioni ! Lo ho scoperto guardando questo documentario, che a giusta ragione propone l ‘ India come non la avete mai vista !! Non ci sono tanti centri diving , ma quei pochi che ci sono , a Bogmalo , Baga e Candolim , offrono immersioni per ammirare relitti o pesci e coralli che non hanno niente da invidiare alle più famose barriere coralline . Una visita ad old Goa e Panaji non poteva mancare . Da Goa la troupe si dirige verso Mumbai , dove è più evidente la differenza tra ricchezza e povertà . Poveri ma dignitosi sono gli abitanti di Daravi , una città nella città , la più grande baraccopoli o slum , che puoi vedere dall ‘ aereo atterrando e che ti stupisce per la sua vastità . Guardate con quale semplicità viene commentata la visita e come le riprese siano anti convenzionali ma assolutamente bellissime . Questa puntata si conclude qui , rimandando alla prossima per mostrare la Mumbai ricca e scintillante.