Lunchbox

Mi sono imbattuta in questo film per caso. Zappettando su Sky on demand nella categoria film recenti più visti, la mia attenzione è stata catturata dal titolo, immaginando si potesse trattare di una pellicola indiana.

Apro una parentesi per spiegare che soprattutto a Mumbai esiste un lavoro molto particolare, quello dei dabbawalla.  Di solito analfabeti , questi uomini ritirano dalle case degli impiegati il pranzo preparato dalle mogli o madri  ed attraverso una rete fittissima di scambi nelle varie stazioni, arrivano finalmente in quella di Mumbai. E da qui esattamente a mezzogiorno una fiumana di dabawalla percorre i vicoli labirintici e con un ingegnoso sistema di numeri e colori consegnano a domicilio il lunchbox, senza mai sbagliare una consegna.

E qui entra in gioco il destino. IL pranzo preparato da Ila per il marito, viene recapitato per errore ad un maturo funzionario. Tra i due inizia una storia particolare, fatta di biglietti nascosti nel pane , una storia di un amore platonico tra una donna insoddisfatta ed un uomo che si accorge che il tempo è passato.

E’ un film dolce-amaro, ambientato in una delle città più incredibili dell’India, dove ti è permesso di vedere le cose più assurde, di catturare ogni singolo momento di vita , di fotografare persone e colori abbaglianti , di ubriacarti con i profumi di fiori e di sandalo.

Da vedere.